domenica 7 ottobre 2012

“L’Hogar del Padre Diego”




Hogar in spagnolo significa “casa”, ma l’Hogar del Padre Diego non e’ una casa qualsiasi, e’ una casa per tutti i bambini e gli adolescenti abbandonati di Oran.  
Padre Diego e’ un sacerdote Italiano che compiuti i 60 anni e’ stato inviato dalla Provvidenza ad Oran. Oggi ne ha 92 di anni ed e’ una specie di istituzione per la gente di questo paese. L’Hogar e’ stato fondato quasi 20 anni fa (nel 1993), e ancora oggi le parole “ L’Hogar del padre Diego” sono una vera e propria formula magica: aprono porte e materiallizano all’istante solidarieata’ ed aiuti!


 La prima notte ad Oran, subito prima di addormantarmi, mi chiedevo cosa avrei potuto fare io per questi bimbi e soprattutto mi domandavo come avremo comunicato, visto che il mio spagnolo era assai scarso! Beh, il giorno seguente, in poco meno di 5 minuti avevo almeno  2 o 3 bambini attorino che facevano a gara per tenermi la mano o per salirmi sulle spalle!! Esiste una potente e meravigliosa forma di comunicazione che passa  attraverso i gesti, gli abbracci, i sorrisi, le riasate, i pianti e gli sguardi.... 





 
In pochi istanti ci si rende conto dell’enorme capacita’ di amare di questi bambini, ma anche dell’estremo bisogno di essere amati e di avere una famiglia. Infatti se le loro storie sono molte e tutte diverse, in comune hanno tutte una cosa: la mancanza di qualcuno che si occupi di loro e che gli dia l’affetto che meritano e necessitano.
Nell’Hogar l’hermana Pierina ed altre suore Brasialiana, Silvia e le sue sorelle (provenienti dalla Bolivia ed anche loro, 20 anni fa, bambine accolte all’Hogar), e molte altre persone dal cuore grande  si occupano dei bambimi: di dargli una casa, del cibo e affetto. Ma credetemi tanto ancora ci sarebbe da fare...


Ecco Silvia, bambina ai tempi in cui Fabio venne qui la prima volta, con Morena la sua bimba!
 
Fabio ed io abbiamo giocato e condiviso molti momenti con i bambini, ricevendone, come spesso accade, molto piu’ di quanto abbiamo dato!! Salutarli, anche solo dopo poco piu’ di due settimane, e’ stato molto malinconico...

Questo il regalo che ci hanno fatto i bambini quando siamo partiti.

Grazie a Tatiana, Maria, Camila, Ivan, Leo, Luisa, Brisa, Vera, Annalia, Marielena, Nazareno, Johnatan, Jose’, Giulietta, Candela, Carlito, Annai, Patrizia, Ariel, Erica, Morena e  tutti gli altri bimbi dell’Hogar del Padre Diego!!!

venerdì 5 ottobre 2012

Sulla Luna!

Superate gli altipiani tra Argentina e Cile, quasi a quota 5000, ci accoglie la ridente e pittoresca citta' di San Pedro de Atacama. Situata al centro di una conca, circondata da cime vulcaniche, San Pedro e' il crocevia di  turisti occasionali e backpackers.

Da San Pedro, pochi chilometri e sei sulla Luna...























mercoledì 3 ottobre 2012

Jujuy

A 1200 metri inizia la nostra scalata verso le Ande cilene. Piccola e incastonata in una delle regioni piu' povere di tutta l'Argentina, Jujuy e' la nostra piacevola tappa di questa giornata.

Prima pero' bisogna partire da Oran.

E bisogna fare i conti con il colectivo che si scassa, e con il meccanico ciccione che viene con calma da casa sua per aggiustarlo...

Aspettando che qualcuno aggiusti il bus alla Terminal di Oran



San Salvador de Jujuy (Argentina), Catedral


E le lancette?

Non ci sono!

martedì 2 ottobre 2012

San Ramón de la Nueva Orán


Il caldo e la polvere sono la prima cosa che ci accoglie. La seconda sono i mosquitos. Che sono buoni a torturarti gambe e braccia che ci ostiniamo a lasciare scoperti. O i moscerini o il caldo.

Ma tutto questo lo lasciamo in disparte, come una nota di colore, perché il vero cuore di Orán, quello che ci ha davvero accolto sono le persone.

Un affetto coltivato nel tempo e rimasto immutato a dispetto degli anni trascorsi e della distanza che ci ha separato. L’ospitalità latina, che forse qui più che in ogni altro posto in Argentina si sente come sacra e inviolabile.

Un affetto sincero, che è fatto di abbracci, di parole, di sorrisi.
Ma Orán purtroppo non è solo questo.

La città è cresciuta enormemente negli ultimi anni, ma i suoi mali sono rimasti immutati. Le periferie, povere e degradate, sono covo di alcolismo, droga, prostituzione, violenza.

I bambini sono come un’aura che circonda i suoi problemi. Sono dappertutto, eppure molti di loro è come se non esistessero. Non è solo l’abuso o il maltrattamento, né lo sfruttamento. E’ qualcosa di più radicato, che vive e cresce con loro, e che si trascinano dietro. Un’eredità che passeranno a loro volta ai loro figli. Che non tarderanno a venire, dato che la pubertà qui segna davvero il passaggio all’età adulta.
Si diventa genitori, senza aver mai smesso di essere bambini.
I bambini però non sono soli.

E lo capisci immediatamente quando vedi l’opera continua e gratuita di chi ha scelto di vivere per loro e con loro. Per aiutarli a diventare uomini e donne, ma soprattutto persone.

E’ l’amore impagabile di persone come Padre Diego e Don Andrea, e di tutti i volontari che negli anni si sono succeduti per cercare di donare qualcosa di più di un piatto di minestra e una parola di speranza.
Orán è anche questo. Perché la luce ha senso proprio là dove le tenebre sono più scure.



Oran: L’ultima città fondata dagli spagnoli in Sud America.
La città di Orán si trova nel Nord dell’Argentina, nella provincia di Salta, a 50 Km dal confine con la Bolivia.


lunedì 1 ottobre 2012

L'ora spppppumeggiante!

I bambini ci chiedono da una settimana quando rimaniamo all´hogar sino a tardi.

Cosí questo finesettimana decidiamo di passare la notte da loro.

Il punto é che - contrariamente a loro - non abbiamo piú l'etá e il fisico per tirare sino a tardi.

O come disse qualcuno, il problema é che non li abbiamo mai avuti...










Empanadas Salteñas

La cultura di un popolo passa anche (o soprattutto?) dalla sua cucina!